Il Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, noto in origine come Teatro alla Cannobiana, è uno storico punto di riferimento della cultura cittadina. La sua nascita risale al 1779, quando l’arciduca Ferdinando d’Asburgo, figlio di Maria Teresa d’Austria, propose di dotare Milano di un teatro “popolare” costruito sull’area delle scuole cannobiane fondate da Paolo da Cannobio – da cui prese il nome.
A progettare il nuovo spazio fu Giuseppe Piermarini, lo stesso architetto della Scala, che diede vita a un vero e proprio sistema teatrale “gemello”: entrambi i teatri presentano infatti la tipica pianta a ferro di cavallo con ordini di palchi e loggione. La sera del 21 agosto 1779, il teatro – allora chiamato “La Cannobiana” – fu inaugurato con musiche di Antonio Salieri.
Nel corso della sua lunga storia, il teatro cambiò nome in Teatro Lirico e divenne palcoscenico di artisti straordinari: Donizetti, Eleonora Duse, Gabriele D’Annunzio, Dario Fo, Mina, Aretha Franklin, Miles Davis e molti altri. Nel dopoguerra tornò a essere un luogo vitale per la vita culturale di Milano, fino alla chiusura nel 1999 che segnò l’inizio di un lungo periodo di inattività.
Grazie a un importante progetto di restauro e alla gestione affidata a Stage Entertainment nel 2017, il Teatro Lirico ha ritrovato nuova linfa. Nel dicembre 2021 ha riaperto le sue porte con un grande Open Day gratuito, accogliendo con entusiasmo il pubblico.
Oggi il teatro porta il nome di Giorgio Gaber, al quale è stato ufficialmente intitolato per rendere omaggio a un artista che proprio su questo palco ha lasciato un segno indelebile.
Rinnovato e più vivo che mai, il Teatro Lirico Giorgio Gaber è oggi uno spazio dinamico, inclusivo e contemporaneo, dove passato e futuro si incontrano per dare vita a nuove emozioni.
Vernia o non Vernia
di e con Giovanni Vernia
Chiunque conosca Giovanni Vernia, associa il suo nome alle irresistibili maschere con cui ha conquistato tv e web, ed è in questo spettacolo che l’artista racconta da dove nasce la sua “follia comica”.
È un demone interiore il suo, che comincia ad apparire da bambino, stimolato dalla Genova in cui è cresciuto e dagli stravaganti parenti pugliesi e siciliani.
Ed è una sorta di spiritello dispettoso, che si manifesta in modo sempre più invadente durante la sua carriera da ingegnere, costringendolo a diventare comico di professione.
Questo nuovo spettacolo è un esercizio di leggerezza intelligente, dove la storia personale dell’artista ,si sovrappone ad un divertentissimo ma acuto viaggio attraverso i luoghi comuni di questi strani tempi moderni. Ne emerge uno showman completo, che spazia con disinvoltura dal racconto alla parodia, dal canto al ballo, creando un rapporto col pubblico unico e coinvolgente.
E dopo una serata irresistibile vi chiederete: “ma era Vernia o non era Vernia?”
BIOL – In Carne e Ossa Tour
con Fabio De Luigi
Dopo 25 anni lontano dalle scene teatrali, Fabio De Luigi torna dal vivo con “BIOL – In Carne e Ossa Tour”, un attesissimo ritorno alle origini che lo vedrà protagonista anche al Teatro Lirico.
Scritto insieme a Paolo Cananzi, lo spettacolo è un progetto intimo e generoso, dove comicità e poesia si incontrano in perfetto equilibrio.
In scena, De Luigi alterna monologhi, racconti e momenti di improvvisazione, ritrovando la dimensione più autentica del live: il contatto diretto con il pubblico, costruito sera dopo sera, senza filtri.
Nata con la Guêpière
di e con Valentina Persia
Dopo il successo di Ma che te ridi?!, Valentina Persia torna a teatro con Nata con la Guêpière, uno spettacolo ironico, audace e profondamente umano.
Superata la soglia dei 50 anni, l’attrice e comica si interroga sul destino e accompagna il pubblico in un viaggio esilarante tra ricordi, amori, errori, sogni mancati e traguardi inaspettati.
Tra aneddoti inediti, osservazioni fulminanti e momenti di emozione autentica, Valentina racconta se stessa e un’intera generazione alle prese con i cambiamenti della società e le piccole follie quotidiane. Il risultato è un one-woman show brillante, irriverente e catartico, che dimostra come, per affrontare la vita, non basti l’ironia… a volte serve anche un bel corsetto.
Il Grande Gatsby – The Show
scritto da Enrique Gasa Valga e Birgit Edelbauer-Heiss
Il coreografo catalano porterà in scena una versione scintillante del classico di F. Scott Fitzgerald. Questa produzione, ispirata al celebre romanzo, promette un’esperienza visiva ed emotiva unica, che unisce l’eleganza degli anni Venti al linguaggio innovativo della danza contemporanea.
Con un libretto scritto da Enrique Gasa Valga insieme a Birgit Edelbauer-Heiss, lo spettacolo trasporta il pubblico nel cuore dei ruggenti anni Venti americani attraverso un linguaggio scenico che fonde danza, teatro e musica dal vivo. Lontano dall’essere un adattamento letterario tradizionale, The Great Gatsby – The Show reinventa la storia come una coreografia emotiva su desiderio, ossessione e il vuoto del sogno americano.
Un’interpretazione coreografica del mito di Gatsby
Jay Gatsby — circondato da ricchezza, mistero e feste spettacolari — viene qui ritratto come una figura tragica, accecata da un’illusione romantica che non è mai esistita davvero. Il suo mondo fatto di eccessi e apparenze crolla al ritmo di swing e jazz, attraverso venti scene accuratamente costruite da Gasa Valga per creare una narrazione visiva precisa, dinamica e profondamente umana.
La struttura segue una drammaturgia chiara e accessibile, dal punto di vista di Nick Carraway, testimone dell’ascesa e caduta di Gatsby. In scena un cast internazionale di danzatori accompagnati da una potente band dal vivo che esegue classici jazz e composizioni originali del direttore musicale Roberto Tubaro.
Musica dal vivo: swing, anima e raffinatezza
A differenza di molte produzioni contemporanee, The Great Gatsby – The Show pone la musica dal vivo al centro dell’esperienza teatrale. Brani iconici di Nina Simone, Duke Ellington, Ella Fitzgerald, Louis Armstrong e altri grandi del jazz si intrecciano con arrangiamenti originali e nuove composizioni, interpretate dalla voce di Greta Marcolongo e da un ensemble strumentale di altissimo livello.
Questa dimensione sonora trasforma lo spettacolo in un’esperienza immersiva, emotiva e sensoriale, in cui corpo, voce e spazio scenico diventano un tutt’uno.
Superata la soglia dei 50 anni, l’attrice e comica si interroga sul destino e accompagna il pubblico in un viaggio esilarante tra ricordi, amori, errori, sogni mancati e traguardi inaspettati.
Tra aneddoti inediti, osservazioni fulminanti e momenti di emozione autentica, Valentina racconta se stessa e un’intera generazione alle prese con i cambiamenti della società e le piccole follie quotidiane. Il risultato è un one-woman show brillante, irriverente e catartico, che dimostra come, per affrontare la vita, non basti l’ironia… a volte serve anche un bel corsetto.