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Eventi a Milano - Teatro Parenti

Si trova in Italia \ Lombardia

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TEATRO FRANCO PARENTI
Il Teatro: 5.400 mq distribuiti su 3 livelli, in 8 differenti sale e spazi che convergono verso il cuore del Teatro, l’ampio e luminoso Foyer ritmato da passerelle e vetrate affacciate sulle due piscine all’aperto. I Bagni Misteriosi: 9.600 mq riqualificati attorno alla piscina outdoor, una palazzina con spazi espositivi e performativi, una terrazza, una galleria – spogliatoi, un ristorante, un campo da tennis. Nel centro storico di Milano, la sede del Teatro Franco Parenti e i Bagni Misteriosi sono stati magnificamente rinnovati dall’architetto Michele De Lucchi (e la collaborazione di un gruppo di architetti) con la direzione artistica di Andrée Shammah e interventi scenografici di Gian Maurizio Fercioni. La riqualificazione ha ricomposto il complesso originario degli anni ’30, smembrato e ferito durante e dopo la guerra.
Il Teatro Franco Parenti è uno dei riferimenti più solidi e innovativi in Italia, in costante evoluzione fra tradizione, ricerca e innovazione.
È un laboratorio creativo di produzione con maestri, talenti, progetti internazionali che mescola culture e linguaggi, dalla parola al corpo, all’immagine, alla musica, agli incontri, coinvolgendo oltre 150 mila persone all’anno con più appuntamenti in contemporanea al giorno.
 
Un tram che si chiama desiderio
di Tennessee Williams
con Sara Bertelà e con Stefano Annoni, Silvia Giulia Mendola, Pietro Micci
 
Un dramma incandescente del maestro della drammaturgia americana.
In scena nel ruolo della fragile e tormentata Blanche DuBois, Sara Bertelà.
Con quest’opera, Williams costrinse per la prima volta l’America a guardarsi allo specchio rispetto a tabù quali omosessualità, sesso, disagio mentale, famiglia come luogo malsano, maschilismo e violenza domestica.
La vicenda di Blanche (Sara Bertelà), Stella (Silvia Giulia Mendola), Stanley (Stefano Annoni) e Mitch (Pietro Micci) si concentra in un universo ristretto e teso, dove il mondo esterno è solo un’eco lontana e la verità è solo intravista. Nello spazio angusto di un bilocale assistiamo al precipizio umano di Blanche DuBois e al suo crollo psicologico, mentre la vita intorno a lei continua indifferente.
Essenziale e ravvicinata, la messa in scena del giovane regista Luigi Siracusa, pone al centro le relazioni tra i quattro protagonisti, osservati attraverso le fessure di una persiana, ripetuta, moltiplicata, dalla quale indagare ed essere indagati.
Un classico che oggi più che mai riesce a dar voce alla nostra fragilità e al disperato tentativo di sembrare integri, mentre dentro, tutto si sgretola.
 
Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo
uno spettacolo di Fausto Cabra
testo di Gianni Forte
con Raffaele Esposito, Anna Gualdo, Sara Putignano
 
"Uno spettacolo potente, disturbante e stimolante", in cui verità e finzione si confondono continuamente.
In scena la vicenda di Billy Milligan, l’uomo dalle ventiquattro personalità che negli anni ‘70 sconvolse l’America.
Accusato di rapimento e violenza sessuale, venne assolto per infermità mentale perché affetto da disturbo di personalità multipla. Da questo caso reale prende spunto il testo di Gianni Forte (Compagnia Ricci/Forte), trasformato dal regista Fausto Cabra in un lavoro intenso e politicamente necessario. Un’indagine radicale sulla fragilità dell’identità e sull’illusione dell’“essere sé stessi”, mito tossico che oggi governa il nostro immaginario.
Verità e finzione s’intrecciano in un continuo cortocircuito che costringe lo spettatore a fare i conti con le proprie zone d’ombra. In un’epoca di semplificazioni e certezze preconfezionate, lo spettacolo ci invita invece ad abitare le sfumature, a riconoscere la contraddizione come parte fondante della nostra natura.
Straordinaria la prova d’attore di Raffaele Esposito: crudele e tenerissimo, magnetico e devastante, in un corpo che diventa campo di battaglia per molteplici voci e identità.
 
Giacomina
scritto e diretto da Salvatore Cannova
con Clara Bray, Eletta Del Castillo
 
Dietro un sorriso perfetto può nascondersi un dolore infinito.
Con un racconto autobiografico che affonda nella vita e nelle vicende della nonna Giacomina, Salvatore Cannova esplora un male che ha molti nomi e poche ‘soluzioni’: depressione, malinconia, malattia del secolo, mal di vivere.
In un borgo dell’entroterra siciliano – tra giochi da bambine e balli di carnevale, assenze e piccole felicità domestiche – prende un’amicizia lunga una vita. Giacomina è sempre curata, sempre sorridente, capace di celare il suo profondo malessere a molti ma non a Cettina, la sua migliore amica che le inventa tutte pur di far allontanare i cattivi pensieri, eppure non riesce a salvarla dal proprio abisso.
In scena restano oggetti, gesti, ricordi e frammenti: un atto d’amore che illumina la fragilità umana e il bisogno di dar voce a ciò che resta taciuto.
Giacomina non è un memoriale: è un atto d’amore tardivo, una veglia teatrale sul male oscuro. Un invito a rompere il silenzio, a guardare oltre i sorrisi, ad accogliere le fragilità senza condanne.
L'importante è condividere, l’importante è lanciare un messaggio di vita che possa aiutare a superare gli abissi in cui ognuno di noi, oggi, si può ritrovare.
– Salvatore Cannova
 
La principessa di Lampedusa
di Ruggero Cappuccio
diretto e interpretato da Sonia Bergamasco
 
Prima del principe di Lampedusa, c’è una principessa.
Al centro del mondo che ha ispirato le magnifiche pagine de Il Gattopardo c’è Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, madre di Tomasi di Lampedusa: bella, coltissima, straordinaria pianista, disinvolta nell’uso di tre lingue straniere.
Ruggero Cappuccio ne restituisce la modernità, il carisma e il coraggio in un monologo onirico interpretato e diretto dall’attrice e musicista Sonia Bergamasco.
In una Palermo devastata dai bombardamenti alleati del ’43, la principessa, nonostante la sua morte, scopre la sua coscienza intatta. E si ritrova a dialogare con i fantasmi della sua vita – amori, fallimenti, desideri – che tornano a lei con incarnazioni sensualissime, comiche; mille trame di vite corporee dense di eros e di segreti. Beatrice sogna, danza con le parole e infine invita alla bellezza, alla libertà, alla vita, con un ultimo ballo sotto le bombe.
Una partitura emotiva che esplora l’identità femminile, la solitudine e la forza dei legami. Un concerto di emozioni in cui esplode il vitalismo di un’anima sublime.
 
Sulle spalle dei giganti
Le voci di Van Gogh, Beethoven, Steve Jobs, Galileo
di e con Corrado d’Elia
 
Quattro incontri. Quattro anime eterne.
Avvicinarsi al genio è impossibile. Ma seguirne le tracce, ascoltarne l’eco, coglierne l’esempio e farne ispirazione, questo è possibile. I geni non sono solo individui di straordinario talento: sono un ponte tra il mondo e ciò che il mondo non sa ancora di poter essere.
Corrado d’Elia – attore e regista che indaga da anni la voce interiore, il gesto creativo, la solitudine e la visione di menti straordinarie, grandi innovatori e pionieri – ci conduce alla scoperta di quattro spiriti ineguagliabili, per ascoltarne le parole, respirarne le prospettive, lasciarci accendere… Per sfiorare le loro altezze e comprenderne meglio le profondità. Non semplici incontri, ma tappe di un viaggio emotivo e visionario.
 
Prima Facie
di Suzie Miller
con Melissa Vettore
 
Può il rigore della legge convivere con la complessità delle esperienze umane?
Con linguaggio incalzante, musicale e sorprendente, questo monologo scritto dalla drammaturga australiana Suzie Miller segue le vicende di Tessa, avvocata penalista, spesso impegnata in casi di violenza sessuale. Brillante e sicura di sé, la protagonista viene sconvolta da un evento traumatico, che la obbliga a uno sguardo critico profondo sul senso più autentico della giustizia.
La regia di Daniele Finzi Pasca e l’interpretazione di Melissa Vettore restituiscono con delicatezza e forza la potenza emotiva di un racconto che mette in discussione i meccanismi della legge. Vincitore di prestigiosi premi e tradotto in oltre venti lingue, il testo ha acceso un importante dibattito globale sui limiti del sistema giudiziario e ha influenzato le modifiche legislative del Regno Unito in tema di diritti legali per le vittime di reati sessuali, costrette troppo spesso a subire un sistema plasmato da leggi promulgate da uomini.
“La regola base di ogni avvocato è che chi vince non deve ostentarlo, perché chi vince oggi potrebbe perdere domani.”
“Io non sono qui per ottenere qualcosa. Lo faccio solo per proteggere altre donne.”
“Tutto quello che so è che da qualche parte. A un certo punto. In qualche modo. Qualcosa deve cambiare.”
– Prima Facie, Suzie Miller
 
Puccini Dance Circus Opera
Per coro di corpi e strumenti
ideazione regia e coreografia Caterina Mochi Sismondi
performance e creazione Elisa Mutto, Sara Frediani, Marta Alba, Iolanda del Vecchio, Rocio Belen Reyes Patricio, Michelangelo Merlanti
 
Un omaggio potente e intimo alle donne delle opere pucciniane.
Tosca, Madama Butterfly, Manon Lescaut, Turandot, Mimì: icone della lirica e archetipi femminili rinascono in scena non come figure idealizzate, ma come donne reali, forti e vulnerabili, capaci di scegliere, cedere, cadere e rialzarsi.
Teatro danza, parola, musica elettronica e partiture d’opera si intrecciano dando vita a un “coro di corpi e strumenti”, una creazione originale e visionaria firmata da Caterina Mochi Sismondi, direttrice artistica della compagnia blucinQue.
Una riflessione sull’identità femminile di ieri e di oggi, attraverso una drammaturgia fisica costruita su più livelli, nell’uso inaspettato degli oggetti, in una luce scolpita (a cura di Massimo Vesco) e in una costante ricerca di prospettive alternative. Le coreografie aeree e terrestri si muovono in un flusso continuo e onirico, dove scena e fuori scena si fondono come un’onda.
Puccini Dance Circus Opera è un viaggio poetico e corale tra passato, presente e futuro. Un’opera multidisciplinare che celebra la forza trasformativa dell’arte e della figura femminile, riscrivendo la tradizione in chiave contemporanea.
 
Secondo piano
di e con Michele Eburnea, Sara Mafodda, Andrea Giovalè
regia Michele Eburnea
 
Esiste un servizio clienti dell’amore? E se fosse possibile chiedere di sostituire il proprio partner con un modello più performante tramite un'apposita modulistica ministeriale? Dove finisce l’intimità e dove comincia il mercato?
Michele Eburnea, Sara Mafodda e Andrea Giovalè – autori e interpreti di una nuova generazione teatrale capace di intrecciare scrittura originale, ricerca scenica e uno sguardo acuto sul presente – danno vita a una riflessione caustica, visionaria e divertita su ciò che resta delle relazioni in un’epoca in cui perfino l’amore sembra sottoposto alle logiche del mercato.
Al centro, una giovane coppia apparentemente solida e serena, la cui quotidianità viene incrinata da un’inattesa proposta che li costringe a interrogarsi sulla propria compatibilità. Tra burocrazie assurde, test motivazionali e desideri di “upgrade” affettivo, prende forma un viaggio surreale e divertito, che restituisce al pubblico l’immagine paradossale – eppure plausibile – delle nostre fragilità sentimentali.
Un’indagine lucida e spiazzante sull’amore nell’era della concorrenza emotiva, dove anche i sentimenti devono dimostrare di essere all’altezza.