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Eventi a Roma - Teatro Flavio

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TEATRO FLAVIO

Il Teatro d’Oggi, già noto come “Catacombe 2000”, è stato fondato nel 1977 da Franco Venturini, all’epoca giovane commediografo con diploma di attore e regista conferitogli a Dusseldorf presso la scuola di recitazione di Nora Hengstenberg.
L’esperienza di studio in Germania ha arricchito Venturini della professionalità e del rigore tedeschi, elementi che egli ha sapientemente fuso con la creatività e la tipica simpatia romana. Già, perchè Franco Venturini è romano da 5 generazioni, ed è quindi impossibile che dimentichi le sue radici, essendo queste profondamente radicate nella propria cultura e personalità
Nel 1990 si affianca nella gestione del teatro l’attrice Federica De Vita. I risultati non si fanno attendere, grazie al dinamismo, alla creatività, all’intuito ed alla forte personalità artistica della giovane artista che, insieme a Venturini, dà vita ad una nuova compagnia e a diverse iniziative culturali di grande spessore.
Fondando il Teatro d’Oggi, Venturini si è proposto di conciliare le esigenze dello spettacolo con i contenuti delle opere rappresentate, perseguendo il fine di divertire con intelligenza. Infatti nelle sue rappresentazioni, pur seguendo con fedeltà i testi degli autori classici, egli si adopera per attualizzarne i contenuti, dando loro allo stesso tempo originalità, freschezza e spettacolarità.
In tutto ciò egli è motivato da una ricerca ossessiva della qualità interpretativa e dell’attuazione dell’arte teatrale: un’operazione culturale di tutto rispetto, intrapresa e portata a realizzazione da Venturini grazie alle sue qualità di commediografo, regista, attore ed impresario.
La Compagnia Venturini – De Vita ripropone con successo, grazie soprattutto ad un profondo lavoro di ricerca e modernizzazione, opere classiche quali: l’Agamennone di Eschilo, la Medea di Euripide e l’Otello di Shakespeare, ma anche opere moderne scritte dallo stesso Venturini, che come autore ha firmato più di 50 commedie tra cui “Colpo di Scena” dai contenuti drammaticamente attuali, ed una riuscita versione dell’Otello, dove realizza un’originale rivisitazione dell’idea di Shakespeare.
Con questa storia alle spalle, il Teatro Flavio è sicuramente un punto di riferimento importante per gli amanti del teatro stanchi di rappresentazioni con personaggi e contenuti stereotipati.



“Dante per tutti”: la Divina Commedia e le leggende medievali
A cura di e con: Luca Maria Spagnuolo
Responsabile Comunicazione Lucia Cambria

TRAMA
Ripartono nella Capitale gli appuntamenti di Dante per tutti, la rassegna di letture dantesche che dal 2015 incanta il pubblico romano. Gli incontri si protrarranno nei prossimi mesi sino a maggio 2022.
Ogni spettacolo prevede, oltre alla lettura e al commento del Canto, anche l’esposizione di una leggenda medievale che si allinea alle tematiche affrontate nei versi danteschi.
La grande novità di questa edizione sarà la scenografia, la quale sarà curata dagli allievi della Scuola di Scenografia dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, sotto il coordinamento del maestro e professore Gennaro Vallifuoco. Uno studio attento delle leggende e dei Canti che verranno messi in scena, ha permesso ai giovani scenografi di ideare delle ambientazioni incantevoli e immersive, capaci di fare addentrare lo spettatore in un universo medievale originale e dal sapore favolistico.

Cos’è Dante per tutti
Dante per tutti è una iniziativa ideata e curata da Luca Maria Spagnuolo, storico dell’arte e studioso del medioevo. In ogni incontro, caratterizzato da una narrazione coinvolgente e appassionante, viene proposta la lettura e il commento di un Canto dantesco, la cui tematica è correlata a un approfondimento sulla cultura medievale.
Vengono proposti testi databili tra il XIII e il XV secolo, letti e discussi nella loro versione originale in volgare italiano: frammenti di leggende di Santi, diavoli e miracoli e brani provenienti dal repertorio giullaresco medievale.
Tutti i testi provengono da manoscritti e incunaboli non editi o di difficile reperibilità, trascritti presso alcune delle più importanti biblioteche e istituti.
Seppur antichi, questi brani costituiscono un’innovativa risorsa: un patrimonio non più solo per specialisti e studiosi ma finalmente restituito al pubblico.

LUCA MARIA SPAGNUOLO - Note biografiche
Luca Maria Spagnuolo, classe 1986, dopo la laurea in storia dell’arte, inizia la propria carriera lavorando in diverse gallerie d’arte prima a New York, poi a Berlino e successivamente a Roma. Il progetto “Dante per tutti” nasce nel 2015 presso un’associazione culturale romana e, ottenuto il patrocinio della Società Dante Alighieri, amplia la propria attività presso la Cripta della Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone e in occasione di varie manifestazioni nella Capitale (come “Letture d’Estate” e “Lungo il Tevere... Roma”) e in altre città italiane. Ha preso parte a numerosi convegni come “Il Borgo dei Filosofi” a Lapio (AV) e ha curato alcuni eventi del calendario culturale della città di Avellino.


Si ricorda che l’accesso al Teatro Flavio è contingentato e regolamentato come da vigenti disposizioni governative in materia di Covid19. Sarà consentito l’ingresso solo ai muniti di Green Pass e sarà obbligatorio utilizzare la mascherina per tutta la durata dello spettacolo.





"QUEL VELENO CHIAMATO AMORE "


Un monologo nel solco della migliore tradizione beckettiana.
La storia di un uomo che non sa distinguere tra fare sesso e fare l’amore.
All’interno di una stanza d’albergo, in un continuo oscillare tra realtà e finzione, il protagonista svela i suoi più reconditi pensieri in un torrente di parole mentre attende , animato da propositi di vendetta, la donna che lo ha umiliato e offeso. “Quel veleno chiamato amore”, monologo dalle atmosfere grottesche, è una pièce che, nell’austera semplicità della sua struttura, riesce a far rivivere nello spettatore la suggestione dell’antica tragedia greca, evocata anche dalla figura drammatica dell’unico protagonista, che si rende conto troppo tardi di non essere stato capace di distinguere tra fare all’amore e fare sesso, invaghendosi perdutamente di una donna che, invece, vede in lui solo un cliente.
“Quello del mio personaggio è un continuo oscillare tra realtà e finzione. Affrontando quest’opera mi sono chiesto cosa provi un assassino prima di commettere un delitto, magari mentre mette in atto i preparativi per compiere il suo atto scellerato”.
(Franco Venturini)